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Vacanza a Pisa

torre_notturnaAdagiata sulle rive dell'Arno a breve distanza dal mare, Pisa è scrigno degli insigni capolavori del romanico pisano che compongono il Campo dei Miracoli. La città ha dato alla cultura e all'arte un contributo di immenso valore, con opere d'architettura, scultura e pittura realizzate soprattutto tra il XII e il XII secolo, quando Pisa visse l'apogeo della sua potenza di Repubblica Marinara. Sia che siate in Agriturismo a Pisa oppure in un Hotel, una visita a questo capolavoro Toscano è d'obbligo...

 

La visita della città si articola in itinerari che è preferibile percorrere a piedi, utilizzando i mezzi pubblici per gli spostamenti più lunghi. Il primo itinerario si snoda all'interno del quartiere di Santa Maria, che comprende il nucleo più antico della città ed è sede dei principali monumenti del centro religioso e civile di epoca medievale: la splendida piazza del Duomo e piazza dei Cavalieri. Il secondo itinerario s'inoltra nel quartiere di San Francesco, anticamente detto di Foriporta, perché esterno alla prima cerchia muraria. Chiuso a nord dal tratto di mura che va dalle Terme romane a porta San Zeno è delimitato a sud dal lungarno Mediceo.
Il terzo itinerario conduce nei quartieri meridionali, al di là dell'Arno, sulla sponda sinistra. Si visitano i quartieri di San Martino e di Sant'Antonio e si ammirano la chiesa di Santa Maria della Spina e di San Paolo a Ripa d'Arno, tra i più bei templi pisani.

Piazza del Duomo

Piazza dei MiracoliL'amplissima piazza del Duomo, meglio nota come Campo dei Miracoli, è lo scenografico contenitore delle mirabili costruzioni del romanico pisano - duomo, battistero, campanile o torre pendente, Camposanto monumentale - il maggior vanto della città medievale, straordinaria prova di capacità inventiva e innovativa da parte dei suoi architetti e scultori. La sistemazione definitiva della piazza, già dal 1155 circondata da mura, avvenne nella seconda metà del '200 quando furono costruiti il Camposanto a nord e lo Spedale nuovo a sud, ma l'attuale aspetto è conseguenza dell'abbattimento - nella seconda metà del XIX secolo - di edifici minori.
Intitolata a Santa Maria Assunta, da cui il nome del quartiere, la cattedrale fu iniziata nel 1064 da Buschete e completata nel XII secolo da Rainaldo. Nel Seicento fu restaurata dopo un grave incendio. La bellissima facciata, progettata da Rainaldo (sec. XII), è articolata in quattro ordini di logge con colonne ed è coronata da statue. I tre portali hanno ante in bronzo realizzate da seguaci di Giambologna (fine sec. XVI). I fianchi, impreziositi da suggestive arcate, la superba cupola impostata all'intersezione del transetto con la navata maggiore, l'abside con loggia, compongono un insieme architettonico di grande armonia. Spicca la porta di San Ranieri, adorna dei magistrali rilievi di Bonanno Pisano (sec. XII).
L'interno, a croce latina, è di grandioso respiro monumentale, conferito dalle cinque navate, dai matrone! e dal soffitto a cassettoni. Per la quantità e qualità delle opere artistiche che contiene, la cattedrale pisana è un vero e proprio museo: tra i tanti artisti rappresentati, spiccano i nomi di Andrea del Sarto, Domenico Beccafumi, Sodoma, Giovanni Antonio Sogliani, Salimbeni, Cristofano Allori, Antonio Tempesti, Perin del Vaga, Sebastiano Conca, Aurelio Lomi, Cignaroli. Tra gli scultòri eccellono il Giambologna, Giovan Battista Foggini e Chiarissimo Fancelli. Da ammirare: il mosaico* duecentesco nel catino dell'abside; la tomba di Arrigo VII* di Tino di Camaino, capolavoro della scultura gotica italiana (inizi sec. XIV), il pulpito** in marmo di Giovanni Pisano (1302-1311 ); di forma ottagonale e con preziosi rilievi di soggetto religioso, considerato la pietra miliare della scultura pisana trecentesca e un capolavoro della scultura gotica italiana. Degni di nota anche la cappella di San Ranieri, con le reliquie del santo patrono cittadino, e la 'lampada di Galileo' (sec. XVI), erroneamente ritenuta l'oggetto che ispirò al fisico pisano la legge del pendolo. Visita: inverno ore 9-16.40; primavera e autunno 9-17.40; estate 8-19.40.

Battistero

La sua costruzione si è protratta per più di due secoli. Diotìsalvi lo progettò e nel 1152 iniziò i lavori, successivamente sospesi e poi ripresi nel 1260 da Nicola Pisano, mentre il figlio Giovanni attendeva ai decori esterni. Il battistero potè dirsi ultimato solo nel tardo XIV secolo a opera di Cellino di Nese e Mastro Zibellino da Bologna, che lo compleratono con una cupola piramidale a otto facce. Nel battistero si aprono quattro portali, notevole quello di fronte al duomo. All'interno il bel fonte battesimale* a immersione (con quattro fonti minori per il battesimo dei bambini) di Guido Bigarelli da Como (1246), un altare a formelle e un pregevole pavimento cosmatesco (XIII secolo). Notevolissima costruzione a pianta esagonale, in parte sostenuta da leoni stilofori, il pulpito** fu eseguito da Nicola Pisano nel 1260; a pianta esagonale, sorretto da piccole colonne, è ornato con rilievi raffiguranti episodi della vita di Cristo e figure di santi e profeti. Visita: inverno ore 9-16.40; primavera e autunno 9-17.40; estate 8-19.40.

 

Torre pendente

La torre è uno dei simboli dell'Italia turistica e artistica più conosciuti nel mondo. Fu iniziata come campanile della cattedrale a partire dal 1173, ma un cedimento del terreno, avvenuto al completamento del terzo anello, impose la sospensione dei lavori, che furono poi ripresi nel 1275. La cella campanaria fu completata nella seconda metà del XIV secolo. In otto secoli di vita la torre ha accumulato una pendenza di circa 2 m e 60 cm. Il lento, costante incremento della pendenza è proseguito, a dispetto di studi e tentativi di arrestarlo, e ha imposto la chiusura al pubblico del celebre monumento. Tra il 1997 e il 2003, oltre ai tiranti d'acciaio con cui la torre è stata imbrigliata dal 1996, si è tentato di scavare il basamento dalla parte nord in modo da compensare il cedimento dalla parte sud.

Camposanto monumentale

Il suo lungo prospetto fa da fondale alla piazza. Realizzato da Giovanni di Simone dal 1277, fu terminato nella seconda metà del XV secolo e arricchito della cappella Dal Pozzo, sovrastata da una cupola, alla fine del XVI secolo. All'interno l'ampio quadriportico (che racchiuderebbe la Terra Santa qui trasportata dalla flotta pisana di ritorno dalla Crociata del 1200) richiama i tratti di un'imponente basilica priva di copertura. Le pareti del quadriportico furono interamente affrescate da grandi artisti dell'epoca, così da costituire il più significativo ciclo pittorico medievale. A seguito dei danni subiti dal Camposanto durante la seconda guerra mondiale gli affreschi superstiti sono stati staccati e, dopo un lungo restauro, sono stati collocati in un ambiente annesso ai portico (da non perdere il Trionfo della Morte**); tale lavoro di distacco ha permesso dì riportare alla luce le sinopie, ora nell'omonimo museo. Lungo il portico sono sistemati sarcofagi romani e monumenti funebri, mentre il pavimento è interamente cosituito da lastre tombali.
Visita: inverno ore 9-16.40; primavera e autunno 9-17.40; estate 8-19.40.
Sul lato opposto della piazza del Duomo, è lo Spedale nuovo della Misericordia, fondato nel 1275 e realizzato da Giovanni di Simone. Al suo interno è ordinato il museo, inaugurato nel 1979, con i disegni preparatori degli affreschi che decoravano il Camposanto.

Museo dell'Opera del Duomo

Sistemato nell'ex convento delle Cappuccine, il museo documenta la storia dei monumenti della piazza e custodisce insigni opere di Nicola e Giovanni Pisano e di Tno da Camaino, il Tesoro del duomo, tarsie in legno, corali miniati, arredi sacri, opere grafiche e reperti provenienti dal Camposanto monumentale e dagli altri monumenti.

Piazza dei Cavalieri

Seguendo via della Faggiola, si raggiunge il centro civile della città medievale, la piazza del palazzo degli Anziani del Popolo, trasformata in epoca rinascimentale per accogliere la sede dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Gli edifici che cingono la piazza sono opera in gran parte di Giorgio Vasari. Sulla piazza prospetta il palazzo dei Cavalieri* o palazzo delia Carovana, rifacimento del Vasari del palazzo degli Anziani e oggi sede della Scuola Normale Superiore, istituita da Napoleone nel 1810. Di fronte al palazzo: la fontana del Gobbo e la statua di Cosimo I, entrambe di Pietro Francavilla (sec. XVI).
Chiude la piazza a nord il palazzo dell'Orologio, risultato dall'unione di due case-torri dei Gualandi e della Giustizia ottenuta con l'inserimento della torre dell'Orologio che è aperta in basso da arco e sottopasso. Nella torre dei Gualandi, o 'della Muda', fu lasciato morire di fame il conte Ugolino della Gherardesca, podestà della città, la cui vicenda ispirò il canto XXXIII dell'Inferno di Dante. Nei pressi della piazza sono la chiesa di San Sisto e l'Orto botanico (XIV secolo).
L'Università pisana, attiva dal XII secolo, ebbe ordinamento definitivo da Cosimo I de' Medici e fu sempre favorita dai suoi successori. La fabbrica dell'attuale palazzo [La Sapienza) iniziò nel 1489; la facciata, neorinascimentale, è del 1911. All'interno, da vedere: l'Aula Magna Storica e la Nuova Aula Magna.
Lungarno Pacinotti
Poco dopo La Sapienza, si sbuca sul lungarno Paci-notti. Al n. 26, palazzo Agostini con bella facciata in cotto. Al pianoterra, lo storico Caffè degli Usseri. Al n. 43, palazzo Upezzinghi (o Lanfreducci), detto anche 'Alla giornata' per il motto inciso sopra il portale. Poco oltre sorge il Palazzo reale, di fondazione medicea (sec. XVI) progettato dal Buontalenti e coronato dalla medievale torre della Verga d'Oro. Al piano nobile è aperta al pubblico una sezione distaccata del Museo nazionale di San Matteo, nella quale sono ordinate le gallerie dei ritratti di tre dinastie, Medici, Lorena e Savoia, oltre ad arredi di casa Savoia.
Fiancheggiando a destra Palazzo reale, s'imbocca via Santa Maria che porta a piazza del Duomo. All'inizio della via è la chiesa di San Nicola con il duecentesco campanile* pendente, espressione di alto ingegno architettonico soprattutto per l'interno, che avrebbe ispirato la scala vaticana del Belvedere al Bramante e il pozzo di San Patrizio (Orvieto) a Sangallo il Giovane.
Domus Galileiana
Ha sede in un imponente palazzo settecentesco che affaccia su via Santa Maria. È un'importante fondazione e centro di studi intitolati a Galileo Galilei. L'edificio custodisce cimeli dell'illustre scienziato pisano e possiede una fornita biblioteca scientifica.
Bagni di Nerone
Presso la cinquecentesca porta a Lucca, aperta nelle mura del XVI secolo, sono i ruderi romani di un edificio termale della fine del sec. I d.C).
"Santa Caterina
Ultimata nel XIII secolo, la chiesa ha una bella facciata in marmo, con logge gotiche e grande rosone, e campanile cuspidato, in mattoni, aperto da bifore e trifore. L'interno, ad aula, custodisce il monumento funebre di Simone Saltarelli (sec. XIV), eseguito da Andrea e Nino Pisano, e molti pregevoli dipinti.
Abbazia di San Zeno
In un'area che conserva ruderi romani, presso l'omonima porta (già 'Monetaria'; sec. XII!) sorge questa mirabile testimonianza del romanico pisano, dalla facciata con portico. La chiesa è sconsacrata dal 1809 ed è stata rivelata dal restauro del 1972.
"San Francesco"
Edificio gotico (sec. XIII) con facciata seicentesca in marmo e campanile gotico in cotto. L'interno custodisce lavori dell'Empoli, del Passignano e di Santi di Tito. Notevoli la tomba del conte Ugolino; gli affreschi del presbiterio di Taddeo Gaddi; la pala trecentesca in marmo dell'altare maggiore di Tommaso Pisano; gli affreschi di Taddeo Gaddi nella tribuna (1342) e quelli nella sagrestia, di Taddeo di Bartolo (1397).
San Pierino
La chiesa di San Pietro in Vinculis, meglio conosciuta come San Pierino, è una costruzione basilicale romanica dell'XI-XII secolo. L'interno, rialzato su una cripta, è a tre navate; di notevole fattura è inoltre il bel pavimento cosmatesco a mosaico.
"Museo nazionale di San Matteo"
Il complesso che ospita dal 1949 il Museo nazionale di San Matteo fa parte dell'antico convento delle benedettine adiacente alla chiesa di San Matteo, risalente al-l'Xi secolo. Il museo vanta importanti collezioni: la cospicua raccolta di ceramica medievale (di provenienza mediterranea e islamica); opere pittoriche di scuola pisana (sec. XII-XIV), croci dipinte e affreschi provenienti dalle chiese cittadine, codici miniati fra cui, importantissima, la Bibbia di Calci del XII secolo; opere pittoriche del XIV secolo (Simone Martini, Spinello Aretino, Deo-dato Orlandi, Giovanni di Nicola, Lippo Memmi, Turino Vanni, Barnaba da Modena, Martino di Bartolomeo, Taddeo di Bartolo, Luca di Tommè). La scultura tra il XIII e il XV secolo è rappresentata da Tno di Camaino, Nicola e Giovanni Pisano. Di Andrea e Nino Pisano è la splendida Madonna del Latte, già nella chiesa di Santa Maria della Spina. Di grande interesse è il busto di San Lussorio**, capolavoro di Donatello. Inoltre, terrecotte dei della Robbia e opere di Masaccio, Beato Angelico, Gentile da Fabriano, Ghirlandaio.
San Matteo
Di origine romanica (sec. XI), fu in parte rifatta nel XVII secolo. Il campanile, sproporzionato rispetto alla chiesa, è il risultato di un intervento operato dai fiorentini.
"San Michele in Borgo
Affacciata sul centrale e porticato Borgo Stretto, la chiesa fu fondata nell'XI secolo e denota un equilibrato passaggio di forme tra lo stile romanico e quello gotico. L'interno è a tre navate e conserva in una lunetta della controfacciata un affresco raffigurante San Michele arcangelo (sec. XIII) e pitture di Aurelio e Baccio Lomi.
Ponte di Mezzo
Da piazza Garibaldi, caratterizzata dal casino dei Nobili (sec. XVIII) e dal monumento a Garibaldi (E. Ferrari, 1892), si apre lo scenario dei lungarni pisani, ampi e fiancheggiati da bei palazzi. Il ponte di Mezzo, a un'unica luce, fu ricostruito nel dopoguerra, ma di un ponte in questo luogo si ha memoria dall'epoca romana.
"Palazzo Gambacorti
Attuale sede del Comune, è un edificio trecentesco di stile gotico pisano, in pietra verde scura, di belle proporzioni architettoniche. I saloni interni, tra i quali spicca la sala delle Baleari, sono decorati con pitture che celebrano le glorie della Repubblica Marinara.
Logge di Banchi
Le logge di Banchi (XVII sec), in piazza XX Settembre, ospitavano un tempo i mercati della lana e della seta. Nei pressi è la piccola chiesa di Santa Cristina, che conserva un Crocifisso su tavola che riproduce-quello davanti al quale la santa ricevette le stimmate.
""Santa Maria della Spina
Più volte danneggiata dalle alluvioni, la chiesa fu smontata e ricostruita al livello attuale nel 1871. Piccolo gioiello gotico, impreziosisce la prospettiva dei lungarni. All'interno, mirabili sculture di Andrea e Nino Pisano e il tabernacolo di Stagio Stagi (XVI secolo) che conteneva la reliquia della spina della corona del Cristo, oggi venerata nella chiesa di Santa Chiara.
""San Paolo a Ripa d'Arno
Bella costruzione romanico-pisana dei secoli XI-XII, la chiesa fu a lungo nota come 'duomo vecchio', poiché svolse le funzioni di cattedrale mentre Santa Maria Assunta era in costruzione. Il fianco sinistro, la cupola e la facciata hanno grande valore architettonico. L'interno è monumentale. Sul retro dell'abside è il tempietto ottagonale di Sant'Agata (XII secolo).
Sant'Antonio
Nei pressi di piazza Vittorio Emanuele II è la chiesa di Sant'Antonio. Ricostruita dopo la guerra, conserva parti dell'originaria facciata trecentesca. Sul muro esterno dell'annesso convento è un murale del 1989.
Domus Mazziniana
La Domus Mazziniana raccoglie cimeli e ricordi del patriota risorgimentale. Il centro di ricerche risorgimentali ha una fornita biblioteca storica.
Cittadella Nuova
Detta anche 'fortezza nuova' sorse per mano fiorentina su un progetto del Brunelleschi nella seconda metà del XV secolo. Distrutta dai pisani e ricostruita da Giuliano
Sul ponte di Mezzo, nell'ultima domenica di giugno, ha luogo il gioco del ponte, una prova di forza che oppone i quartieri a sud e a nord dell'arno. è un'antica tradizione che risale al '596.
da Sangallo (1512), conserva resti delle mura, sulle quali si impiantano torrioni cilindrici, archi e cammini di ronda con portici. All'interno si apre il giardino.
*San Martino
Importante polo religioso del quartiere medievale di Chinzica, antico insediamento di mercanti levantini, arabi e nordafricani, la chiesa, eretta nel 1332 e completata nel Seicento, affaccia su una piazzetta delimitata da una fontana ottagonale. Notevoli una Madonna col Bambino, di Andrea Guardi, e l'altare maggiore (sec. XVII), sotto il quale sono le reliquie di Santa Bona, patrona delle hostess d'Italia.
San Sepolcro
Accompagnato da un campanile incompiuto, il singolare edificio religioso ha pianta ottagonale con tre portali di tipo pisano. Il progettista (Diotisalvi) è raffigurato nella lunetta del portale maggiore. Eretta nel 1153, la chiesa ha un interno assai suggestivo.
"Tenuta di San Rossore
All'interno del Parco regionale Migliarino-San Rosso-re-Massaciùccoli, la tenuta di San Rossore ha una splendida pineta e ampi spazi aperti. Già proprietà dei canonici della cattedrale, l'area fu dei Medici, dei Lorena e dei Savoia. Nel 1957 è stata assegnata alla Presidenza della Repubblica, ma la gestione è affidata all'Ente locale. È visitabile nei giorni festivi.

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