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Lago di Bolsena, Orvieto e Montefiascone

Una bella giornata tra l'arte della città e il relax del lago.... L'itinereraio si compone di circa 200 km di strade molto ben percorribili.

 

Le origini di Orvieto risalgono alla civiltà etrusca: i primi insediamenti, sono del IX° secolo a.C. e si localizzarono all'interno delle grotte tufacee ricavate nel massiccio su cui sorge attualmente la città. Dopo essere stata annessa nel III° secolo a.C. ai territori di Roma, Orvieto rimane sotto la sua dominazione fino al declino dell'Impero Romano d'Occidente. Diviene poi libero Comune, e durante le lotte tra Guelfi e Ghibellini, è strenua oppositrice del Barbarossa, rimanendo fedele al Papa. Forte della considerazione dello Stato Pontificio, Orvieto può così prosperare per tutto il Medioevo, raggiungendo l'apice dello sviluppo nel XIII° secolo con la costituzione del Consiglio generale dei 400 e l'elezione del Capitano del Popolo.
E' durante questo periodo che si ebbe un fervido lavoro di costruzione di palazzi ed edifici sacri tra cui spicca il bellissimo Duomo, risalente al 1263, indubbiamente la testimonianza architettonica più importante della città, con la sua splendida facciata gotica e con la ricchezza delle decorazioni e delle cappelle interne. I lavori per la costruzione del Duomo di Orvieto ebbero inizio nel 1263 d.C. sotto il pontificato di Urbano IV. Il Papa volle consacrare in questo modo il cosiddetto "miracolo del sangue": durante una messa tenuta nella chiesa di Santa Cristina a Bolsena da un prete boemo, durante l'Eucarestia, dal Pane spezzato sgorgò sangue che cadde sul corporale ora racchiuso in un bellissimo Reliquiario Gotico. L'attenzione del visitatore è subito catturata dalla meravigliosa facciata gotica, nella quale si può notare un polittico decorato a mosaico e bassorilievi. All'interno, oltre alla Cappella del Corporale, eretta intorno al 1350 d.C. da Andrea Pisano per custodire la reliquia del miracolo di Bolsena e alle varie cappelle strutturate con volte a crociera, spicca per importanza dei cicli pittorici in essa custoditi la Cappella di San Brizio dove Frà Giovanni da Fiesole Beato Angelico, Benozzo Gozzoli, il Perugino ed a partire dal 1499 d.C. Luca Signorelli realizzarono affreschi dedicati al "Giudizio Universale" ed ai regni celesti dell'Inferno e del Paradiso. Nel transetto, si può ammirare una Pietà del XVI° secolo. Nella città antica troviamo poi il Pozzo di San Patrizio, edificato nel 1527 su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane, il Palazzo dei Sette del 1300, il Palazzo del Capitano del Popolo (XII° secolo) nel quale si tenevano le riunioni del Consiglio Popolare, le chiese di S. Andrea (XII° secolo), S.Domenico (XIII° secolo), S.Giovenale (XI° secolo), Palazzo Soliano (1262) al cui interno sono ospitati due musei : il Museo dell'Opera del Duomo ed il Museo d'Arte Moderna. Inoltre si ricordano il Teatro Mancinelli (1866), la suggestiva Città Sotterranea e la Necropoli del Crocefisso del Tufo risalenti al periodo etrusco.

Dopo la visita a questa ridente cittadina, proseguiamo il nostro cammino verso il Lago di Bolsena, soffermandoci anche a visitare la bella cittadina di Montefiascone. Montefiascone, si trova a m 590 s.l.m. e si erge in cima al colle più alto dei Monti Volsini, dominante la sponda sudorientale del lago di Bolsena, a 17 km dal capoluogo Viterbo. Sorto nell'alto Medioevo, entrò nei domini della Chiesa nel VIII secolo, di cui divenne centro importante. Interessante esempio di architettura romanica è la chiesa di S. Flaviano (secoli XI-XII), costruita a due piani sovrapposti. Rinascimentale è il Duomo iniziato nel 1519 e condotto a termine nel Seicento. Nodo stradale sulla Via Cassia, è sede di industrie vinicole e olearie. A farne centro di villeggiatura estiva contribuiscono il clima, la storia e l'amenità del lago. Ancora nessuno è riuscito a stabilire con certezza le origini di questa città. Poche sono le prove sulla presenza etrusca, ma probabilmente era il colle dove sorgeva il "Fanum Voltumnae", luogo sacro dove i Lucumoni delle dodici città Etrusche confederate si riunivano. Il nome Montefiascone per alcuni studiosi deriva da "mons faliscorum", poiché i Falisci approdarono in zona dopo la distruzione delle loro città ad opera dei Romani. In ogni caso il vero abitato si formò al tempo delle incursioni barbariche quando gli abitanti della pianura si rifugiarono sulle alture. Alla fine del primo secolo, assieme a Viterbo, entrò a far parte dei possedimenti della Chiesa. Per la posizione strategica che occupava, fu più volte contesa, fortificata e fu posta a difesa delle terre del patrimonio da Innocenzo III nel 1207. Nel 1353 quando vi giunse il cardinale Albornoz, con il compito di riaffermare l'autorità della Chiesa, il Castello della Rocca diventò la centrale operativa più temibile dell'esercito Pontificio. Nel 1369 il Papa Urbano V conferì a Montefiascone il rango di Città e la dotò di diocesi. In seguito vi soggiornarono numerosi Papi, governanti, e artisti. Successivamente iniziò un periodo di declino, che terminò nel '600, quando il lungimirante cardinale marco Antonio Barbarigo la riportò agli antichi splendori. Dai giardini del Castello si può ammirare un panorama incredibilmente spettacolare a 360°, che spazia su tutta la Tuscia e che comprende: i Monti Cimini e della Tolfa, l'Amiata, l'Argentario, Viterbo, e attraverso la Conca d'oro di Montefiascone, ricca di appezzamenti coltivati dai mille colori, lo splendore del Lago di Bolsena con le sue isole. Numerosi i monumenti che meritano di essere visitati: il Duomo (Cattedrale di Santa Margherita) con la sua imponente cupola, seconda per dimensioni solo a quella di S. Pietro in Roma, la Rocca dei Papi, edificata nel punto più alto del paese, dopo un periodo di abbandono, restaurata di recente e oggi sede di esposizioni e manifestazioni culturali,la Chiesa di San Flaviano costruita su due piani in epoche diverse. Quella inferiore, edificata sulle rovine di un precedente tempio, è d'origine incerta, fu poi ricostruita nel 1032, dopo le distruzioni barbariche, quella superiore è a tre navate, come quella inferiore, ed ha ingresso separato. La chiesa romanica di Sant' Andrea, costruita nel secolo XI, si nota per la sua semplicità. Degna di nota anche Porta Aldrovandi, dalla quale si accede al vecchio borgo e al Palazzo comunale. La città deve la sua notorietà, oltre alla storia e all'invidiabile posizione, alla produzione e al commercio dell'ottimo e famoso vino Est!Est!!Est!!! e dell'olio extra vergine d'oliva. E' meta gastronomica apprezzata, come testimoniano i ristoranti e le innumerevoli trattorie presenti. Nel mese d'agosto si svolge un'importante Fiera del vino, con esposizione e commercio dei migliori prodotti di tutto il comprensorio, come il locale "Est! Est! Est!", l'Aleatico di Gradoli o la Cannaiola di Marta. Nell'ambito della Fiera avvengono varie manifestazioni, tra le quali "In Cantina con Defuk" percorso eno-gastronomico nelle vecchie cantine, spettacoli e concerti serali all'aperto. Si tiene inoltre il Corteo Storico, che rievoca la leggenda del vino Est!Est!!Est!!!. Una bella strada panoramica porta, in pochi km, alle rive del lago dove sono presenti il campeggio estivo e diversi ristoranti molto frequentati. Il lungolago, tenuto con cura, si presta a piacevoli passeggiate. L'ambiente offre percorsi a cavallo o in mountain bike, mentre per gli amanti del lago oltre alle escursioni in barca, sono possibili tutti gli sport acquatici quali: vela, surf, pesca e nuoto.

Lago di Bolsena

Il Lago di Bolsena è situato nell'alto Lazio, all'interno del complesso vulcanico Vulsinio. Ha forma ellittica, una superficie di 114,5 kmq con profondità massima di 151 m e un perimetro di 43 km; vi emergono due isole, Bisentina e Martana, probabili residui di crateri vulcanici ed è circondato in buona parte dalla catena dei Monti Vulsini. Alimentato principalmente da acqua piovana, ha numerosi immissari di portata modesta mentre il fiume Marta, unico emissario, nasce dal porto dell'omonimo centro abitato e sfocia nel Mar Tirreno. Sulle fertili sponde ai boschi di querce e castagni si alternano coltivazioni di vite, olivo e ortaggi. Sulle rive del lago si sono succedute la civiltà Villanoviana, l'Etrusca e la Romana. Moltissimi invece scelgono il lago a scopo di semplice svago ed esercitano sulle sue acque la vela, il windsurf e la pesca. Il più grande lago di origine vulcanica d'Europa e quinto per dimensioni d'Italia, si trova pochi chilometri a Nord del capoluogo di provincia Viterbo. Una strada di circa 60 Km lo circonda e sia che ci si trovi a pochi metri da riva oppure distante sulle coste, il panorama che offre è sempre molto spettacolare. La genesi del lago avviene quando l'apparato vulcanico Vulsinio, in seguito alle eruzioni laviche, si svuota e crolla su se stesso formando un'enorme caldera, che sarà poi lentamente occupata dall'acqua. Il fondo lacustre si presenta molto irregolare con numerose asperità mentre due splendide isole, la Bisentina (Kmq 0,17) e la Martana (Kmq 0,10), ricche entrambe di vegetazione a macchia mediterranea, contrastano l'azzurro della sua superficie. Dalle recenti scoperte archeologiche subacquee si è potuto intuire che il livello del lago ha subito, attraverso i secoli, notevoli variazioni e che sicuramente per millenni è rimasto a 294m, come dimostrano i resti sommersi di insediamenti dell'età del bronzo, che si trovano, infatti, a quota di poco superiore. Poi circa tremila anni fa, durante l'età del ferro, vi fu una rapida elevazione, per motivi non ancora accertati, fino al massimo livello consentito dal punto naturale di tracimazione (incile), che si trovava a 306m, che in seguito gli Etruschi, per recuperare spazi agricoli invasi dalle acque, ridussero a 303m, tagliando uno sperone di roccia che sbarrava il percorso del fiume in località tuttora chiamata "sasso tagliato". Il livello attuale del lago è determinato dall'incile in muratura e dalle paratoie di regolazione, che sono state poste in epoca medioevale a 303,41 m nel porto di Marta, all'origine dell'omonimo emissario. L'uomo preistorico ha lasciato tracce consistenti e inequivocabili della sua presenza, che va dal neolitico all'età del ferro attraverso quella del bronzo. Centri villanoviani importanti, in seguito etruschi, furono Visentium (Bisenzio), due chilometri ad Ovest dell'attuale Capodimonte, e Velzna che diventerà la romana Volsinii, in seguito Bolsena. Dopo gli Etruschi, i Romani, le invasioni barbariche, la chiesa e i nobili, fra i quali eccelsero i Farnese, segnarono la storia recente del comprensorio. Sul lago di Bolsena è osservabile il fenomeno delle sesse, variazioni improvvise del livello delle acque interne simili alle maree, ma al contrario di queste, imprevedibili, le sesse sono determinate dalla pressione atmosferica o dai venti; sono state registrate sesse di circa 50cm. Un altro fenomeno, più frequente e visibili col lago calmo anche dalle coste, è l'onda anomala. Di origine apparentemente inspiegabile, questa si presenta con un fronte di vaste proporzioni, che rapidamente avanza rafforzandosi fino ad infrangersi sulle coste. Nelle acque del lago, nonostante la pesca professionale con attrezzature sempre più ricercate e le semine "erronee" d'avannotti infestanti, i pesci sono ancora numerosi; le anguille, già note ai Romani, sono citate da Dante nella Divina Commedia. I principali pesci presenti attualmente, oltre alle citate anguille, sono: l'ottimo coregone, il luccio, il persico reale, il persico trota, la carpa, la tinca, la scardola (qui chiamata impropriamente lasca) e infine il piccolo latterino, che spesso è preda di pesci predatori e di uccelli acquatici. Data l'abbondanza di cibo e della protezione a loro riservata, la presenza d'uccelli acquatici, specialmente migratori, è elevata, una croce per i pescatori ma delizia per gli amanti del birdwatching, che in alcuni periodi possono trovare un vero paradiso a pochi passi da casa. Le barche da pesca sono molto particolari e sempre uguali fin da epoca remota, hanno remi asimmetrici: unicamente propulsore l'anteriore, ad azione combinata il posteriore che funge anche da timone, i pescatori li usano rimanendo in piedi. Ora però sono stati sostituiti da piccoli motori, il cui primo antenato fece il suo esordio al lago il 23 luglio 1884, quando per la prima volta fu varato dal molo di Bolsena un battello a vapore. Sulle rive sono sorte numerose piccole trattorie, spesso nelle vecchie capanne dei pescatori, dove si possono gustare piatti a base di pesce del lago. I centri abitati, ricchi di storia, ora sulle rive, ora sui crinali dei monti Volsini, che fanno da corona al lago di Bolsena, sono molto ospitali ed hanno una recettività alberghiera per ora limitata e garantita principalmente da campeggi estivi, da camere o appartamenti in affitto e da agriturismo in crescente espansione. I paesi che potremo visitare, partendo da Bolsena e seguendo la strada panoramica in senso orario, saranno in ordine: Bolsena, la città che ha imposto il nome al lago, l' Isola Bisentina, attraente e sinuosa come una bella donna e  l' Isola Martana, la famosa isola della Regina Amalasunta.

BOLSENA

Bolsena è adagiata sulle pendici dei monti Volsini a 350s.l.m. Del periodo della primitiva città d'origine, di cui faceva parte, conserva mura del secolo IV a.C. e un piccolo tempio. Della successiva città, la romana Volsinii, fondata dagli scampati alla distruzione di Velzna (264 a.C.) restano, l'anfiteatro, le terme, ponti, strade e necropoli.
L'antico borgo medievale, molto ben conservato, ospita la Collegiata in stile romanico di Santa Cristina, eretta nel secolo XI su antiche e in parte inesplorate, catacombe Cristiane e una Cappella costruita nel 1693 a ricordo del miracolo Eucaristico del 1263.
Il Castello (secolo XIII-XIV) che domina il borgo dall'alto, restaurato di recente, ospita oggi l'interessante museo territoriale del lago.
Bolsena, cittadina rivierasca che ha donato il nome all'omonimo lago, ha favorito l'insediamento umano. L'etrusca Velzna o Volsinii nella forma latina, la potente città che per la maggior parte degli studiosi, si trovava sul colle che ospita attualmente Orvieto e che i romani distrussero completamente nel 264 a.C. fu con ogni probabilità la sua antenata. Furono, infatti, gli scampati alla distruzione, costretti dai conquistatori a trasferirsi nelle vicinanze dell'attuale Bolsena, a rifondare la città con lo stesso nome Volsinii. La città romana, dopo alcuni decenni di stenti, favorita dalla sua posizione sul lago e dall'apertura della Via Cassia, acquistò notorietà e importanza fino a conquistare l'elezione a municipio; prestigio che rimase immutato anche nel primo periodo del Cristianesimo di cui conserva le catacombe di Santa Cristina (la martire cui oggi è dedicata la Collegiata) ancora parzialmente inesplorate che sono fra le più vaste ed importanti del Lazio. Conobbe poi un periodo di decadenza, dovuta alle distruzioni subite dai Longobardi a metà del V secolo e successivamente dai vari contendenti che si disputarono il suo possesso, prima di passare definitivamente al patrimonio della Chiesa che lo mantenne con alterne fortune fino all'avvento dell'unità d'Italia del 1861. Motivo di notorietà per Bolsena, furono anche i pellegrini che per secoli la transitarono scendendo dal Nord verso Roma sulla preferenziale Via Francigena, che da Siena s'identificava con la Via Cassia, già percorsa in precedenza dai Longobardi.
Da ovunque si osservi oggi, Bolsena offre il caratteristico aspetto di un piccolo borgo medievale. In inverno è abitata da poco più di 4.000 persone che vi risiedono stabilmente, e la quiete è appena animata dal traffico che scorre sulla Cassia e da gruppetti di visitatori, qui sospinti da intenti religiosi o di studio. Poi dalla primavera con intensità crescente, gli autobus delle gite scolastiche, rianimano il lungolago del lago, e quelli che trasportano i turisti e i pellegrini invadono la piazza di Santa Cristina per la visita alle catacombe ed all'altare del Miracolo Eucaristico. In estate poi i villeggianti, ospitati in campeggi, case in affitto e alberghi e i semplici turisti che affollano le spiagge e i freschi viali alberati sono migliaia. Imbarcazioni d'ogni tipo, a remi a vela ed a motore, solcano il lago; i pescatori attendono pazienti la loro preda su gli scogli del porto e sulle spiagge stanno i bagnanti, baciati dalla quotidiana brezza, che mitiga la calura estiva. Sul lago è possibile praticare ogni sport acquatico, dal canottaggio allo sci d'acqua dal nuoto alla pesca mentre i venti mutevoli e raramente fortissimi, consentono la vela e il windsurf;. I boschi di querce, castagni e carpini sui colli intorno a Bolsena, consentono riposanti escursioni e un parco realizzato dal comune, offre attrezzature per il picnic e possibilità di campeggio libero. I resti d'antichi insediamenti umani e necropoli etrusche sono motivi di grande interesse per archeologi, studiosi e semplici turisti. I numerosi ristoranti servono, piatti tipici della cucina laziale o a base di pesce del lago accompagnato dai gradevoli vini locali dei quali particolarmente apprezzati sono i rossi Aleatico e Cannaiola e il bianco Est!Est!Est!.

ISOLA BISENTINA

L'Isola Bisentina, è un'interessante escursione turistica per chi si reca sul lago di Bolsena. Un battello fa servizio fra Capodimonte e l'isola più volte il giorno, a condizione che si raggiunga un numero minimo di passeggeri. La modesta quota richiesta comprende una escursione per ammirare, in breve tempo, la natura quasi incontaminata composta di folti boschi di leccio, i giardini all'italiana, gli incantevoli panorami e i numerosi monumenti, tra cui la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo del Vignola, caratterizata dalla maestosa cupola, il convento Francescano, la pregevole Rocchina, tempietto di Santa Caterina a pianta ottagonale del Sangallo, costruita su un colombario etrusco, che si erge da uno sperone di roccia a picco sul lago e ancora la cappella del Crocifisso, con affreschi del '400, per ultimo l'orribile Malta dei Papi, carcere a vita per ecclesiastici colpevoli d'eresia, composto da una misera e buia cella all'interno di una collina, con luce filtrante da una piccola botola posta a 20m d'altezza. Si gira panoramicamente l'isola, il cui contorno sinuoso mostra ridenti insenature ad Ovest, il maestoso monte Tabor a Nord, strapiombi rocciosi sull'azzurro del lago ad Est, mentre tutta verdeggiante si presenta sul lato meridionale verso il paese di Capodimonte. Gli etruschi e i romani hanno lasciato solo poche tracce della loro permanenza sull'isola. Fu certamente abitata nel IX secolo quando le popolazioni rivierasche vi si rifugiarono per sfuggire alle incursioni saracene. A metà del 1200 divenne proprietà dei signori di Bisenzio i quali, in seguito a controversie con gli isolani, l'incendiarono abbandonandola. Nel 1261, Papa Urbano IV riconquistò l'isola, nel 1333 fu nuovamente distrutta da Ludovico il Bavaro che era stato accusato d'eresia e scomunicato dal Papa. Proprietà dei Farnese dal 1400 conobbe un periodo di gran prosperità e fu visitata da numerosi Papi. Nel 1635 venne governata dal duca di Castro, Odoardo Farnese, il quale entrò in conflitto con la chiesa, conflitto che terminò con la completa distruzione di Castro. In seguito a questo triste evento, l'isola Bisentina, come la Martana, tornò alla chiesa e poi ceduta. La principessa Beatrice Spada Potenziani, moglie del duca Fieschi Ravaschieri è l'attuale proprietaria.

ISOLA MARTANA

Isola Martana, la famosa isola della Regina Amalasunta, posta di fronte all'abitato di Marta, da cui dista circa 2 Km, ha la forma di mezzaluna che rappresenta la metà emergente di un cratere vulcanico in parte sprofondato nel lago. Il versante Nord si presenta come una ripida parete a strapiombo sull'acqua, mentre il lato Sud, meno scosceso, è fertile e ricoperto da lecci ed ulivi. Arida di storia etrusca e romana, la tradizione vuole che sull'isola vi fossero nascoste nel 410 d.C. le spoglie di Santa Cristina, per sottrarle alle invasioni barbariche. Un'altra tradizione vuole che, durante il dominio dei Goti, vi sia stata segregata e poi barbaramente uccisa la regina Amalasunta, per mano di un sicario dietro ordine di suo cugino e consorte Teodato, avido di denaro e potere. La storia accertata inizia nell' 852 d.C. quando una bolla del Papa parla dell'isola Martana e del convento di S. Stefano, qui residente. Durante le invasioni saracene del IX secolo, l'isola fu rifugio delle popolazioni rivierasche che vi fondarono un piccolo centro divenuto poi comune indipendente. Il conte Guittone di Bisenzio, smanioso di potere, nel 1254 si fece nominare podestà dell'isola e la comunità, che poco lo gradiva, rapidamente si disperse. A loro volta i signori di Bisenzio furono scacciati con la forza dalla chiesa, che mantenne i diritti di sovranità sull'isola fino all'avvento del ducato di Castro. Dopo la distruzione di Castro, avvenuta nel 1649, le due isole, Martana e Bisentina, tornarono entrambe a far parte della chiesa. Il convento dell'isola ha ospitato vari ordini di monaci: i Benedettini, gli Agostiniani e i Paolotti, ma già nel 1459, era ormai deserto. Diventata proprietà privata a metà del XX secolo, l'isola appartiene ora ad una società che l'ha fornita di luce elettrica e ne gestisce la manutenzione. Lo sbarco sull'isola è consentito unicamente su permesso di tale società.

 

 

 

 

 

 

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