Pisa e Parco preistorico di Peccioli
Partiamo oggi da Suvereto per un altro itinarario interessante... tra arte e dinosauri...soprattutto per i bambini!!!
Partiamo da Suvereto e ci dirigiamo come prima tappa verso la Città della Torre Pendente, la storica e meravigliosa Pisa, per poi tornando indietro, soffermarci a Peccioli, piccolo borgo, ma regno di un Parco bellissimo, il Parco Preistorico.
Pisa, gloriosa per storia, per arte e per tradizioni di cultura, è adagiata, in pianura, attorno alle sponde dell'Arno, a circa 12 chilometri di distanza dal Mar Tirreno e in prossimità delie alture del Monte Pisano.
— Come mai — potrebbe chiedere qualcuno — Pisa fu una famosa e potente Repubblica Marinara se . . . era distante dal mare?
E' una domanda giusta. Pisa, però, è lontana oggi, dal mare. Un tempo non lo era. Infatti l'Arno, appena superata la città, sfociava in mare attraversovaste lagune che costituivano una specie di golfo. Sei o sette secoli prima della nascita di Cristo, quel golfo attrasse alcuni coloni greci, che vi fondarono una città, in seguito occupata dai Liguri, dagli Etruschi, dai Romani. La città era Pisa. Su quel golfo, poi, detto Sinus pisanus, l'imperatore Augusto fondò il « Portus Pisanus » cioè una base navale di grande importanza per le imprese romane nel Mediterraneo occidentale.
Nei primi secoli del Medioevo, il Porto Pisano continuò a svolgere una vivace attività marinaresca. Cominciò quindi ad assumersi l'eroico compito di arginare le minacce dei Saraceni, i feroci pirati arabi che assalivano i paesi delle coste tirreniche incendiandoli e saccheggiandoli. Nel 1015, infatti, ecco che i Pisani liberano la Sardegna dai Saraceni e vi affermano il loro dominio. In seguito, con l'aiuto di Genova, Pisa occupa la Corsica e aiuta i Normanni a conquistare la Sicilia. Ha inizio, in tal modo, il periodo più glorioso della vita della città. Erettasi a libero Comune, Pisa ingrandisce rapidamente e si arricchisce di monumenti insigni. Nel 1099, le agili navi della flotta pisana partecipano alla spedizione della Prima Crociata. Da allora, esse veleggiano da un capo all'altro del Mediterraneo, svolgendo prosperi traffici con l'Oriente. Il secolo XII, vede affermarsi la potenza marinara di Pisa con le vittorie su Amalfi e sui Musulmani di Spagna.
Oltre che sulla Sardegna e su parte della Corsica, il dominio pisano si estende ormai solidamente su tutto il litorale toscano, da Portovenere a Civitavecchia, mentre la città si adorna di tre gioielli: il Duomo, il Campanile, il Battistero, magnifici esempi di quell'architettura romanico-pisana che si diffonderà poi per tutta Italia.
E con l'architettura, fiorisce mirabilmente la scultura nelle opere di Nicola, Giovanni ed Andrea Pisano, i primi tre grandi maestri della scultura italiana. Nel secolo XIII, cominciarono ad addensarsi oscure nubi sulla splendida e fiorente vita della città . . .Le nubi venivano da nord e da est, cioè da Genova, rivale potentissima sul mare, e da Firenze, che tendeva ad espandersi lungo l' Amo fino al litorale tirreno. Lo scontro con la prima avvenne nel 1284, presso lo scoglio di Meloria. In ([nella celebre battaglia navale trionfò la flotta di Genova e la sconfitta subita fu un colpo durissimo per i Pisani. Seguì un periodo di feroci discordie interne che posero termine alla libertà comunale. Rassegnata al dominio dei Fiorentini, Pisa attraversò un lungo periodo di decadenza da cui si risollevò soltanto sotto la Signoria dei Medici.
Per volere di Alessandro de' Medici, infatti, fu riattivata l'antica Università. Cominciò così un nuovo periodo di benessere durante il quale fiorirono gli studi e rifulse il genio di Galileo Galilei. Anche sotto i Granduchi di Toscana e, più tardi, sotto i Lorena, Pisa ebbe una vita prospera e tranquilla, distinguendosi particolarmente come nobile centro di cultura. Unita al Regno d'Italia nel Marzo 1860, la città subì durante l'ultima guerra gravi bombardamenti aerei che distrussero o danneggiarono moltissimi monumenti, in special modo chiese e palazzi medioevali. Nel secolo XIV, la città fu signoreggiata da l'uguccione della Faggióla, dalla famiglia della Gherardesca, dalla famiglia, dei Gambacorta. Anche i domini colonici, non più protetti dalla flotta, caddero l'uno dopo l'altro, a cominciale dalla Sardegna.
Nel 1399, toccò a Pisa la grave umiliazione di vedersi venduta ai Visconti, signori di Milano. Se ne liberò con una riscossa nel 1405, ma nello stesso anno fu occupata da Firenze. Era ormai la fine per la splendida Repubblica marinara di un tempo.
Oggi, quelle ferite sono in gran parte risanate e Pisa, ricca di commerci e di industrie, si è ampliata in moderni quartieri che vanno espandendosi verso le campagne circostanti. Solitamente raccolta e tranquilla, la città si anima, nel periodo del « Giugno Pisano », con varie manifestazioni artistiche e sportive fra le quali si distinguono : il pittoresco Gioco del Ponte, che rappresenta uno storico torneo in costumi del secolo XII, e la Luminaria di San Ranieri, fantastica illuminazione a ceri sui due Lungarni.
Ma è soprattutto con le splendide testimonianze del suo passato che la città attrae innumerevoli turisti . ..Per non stancarti troppo, e nello stesso tempo per poter ammirare bene ogni cosa, suddivideremo la nostra visita alla città in tre itinerari.
PRIMO ITINERARIO: Sono sicuro che, appena uscito dalla Stazione, o apena parcheggiato la tua auto, ti guarderai intorno per cercare la Torre Pendente, il più famoso e caratteristico monumento pisano. Ma la celeberrima Piazza dei Miracoli, in cui si eleva anche la Torre, si trova al capo opposto della città. Cominciamo quindi a visitare questa parte di Pisa che si estende a meridione dell'Arno.
Un largo viale di fronte alla stazione ci guida subito nella vasta ed alberata Piazza della Repubblica, sulla quale prospettano vari edifici pubblici e la Chiesa trecentesca di Sani'Antonio. Si dipartono, da questa piazza, due lunghe strade che raggiungono l'Arno: la Via Mazzini e il Corso Italia. All'inizio della prima si trova la Domus Mazziniana, ricostruita di recente sulla casa (distrutta dalle bombe nel 1943) in cui il grande apostolo dell'unità italiana trascorse i suoi ultimi giorni e morì il 10 Marzo 1872. Quante commoventi testimonianze della sua vita, tutta dedicata alla Patria, troviamo raccolte nel Museo di questo edificio! Seguendo invece il Corso Italia, che è la più vivace arteria della città, incontriamo la Chiesetta di San .Domenico, che custodisce una « Crocifissione » di Benozzo Gózzoli; la Chiesa di Santa Maria del Carmine, anch'essa con notevoli opere d'arte e, ormai presso l'Arno, il grandioso loggiato delle Logge di Banchi (antica sede dei mercati della lana e della seta), accanto al quale-si erige il gotico Palazzo Gambacorti, tutto ornato da stemmi e oggi diventato Palazzo Comunale. Eccoci così sulle sponde dell'Arno, che divide Pisa in due parti quasi uguali. La vista sui Lungarni, da qui, è veramente suggestiva, con lo sfondo del Monte Pisano ed il rettifilo delle case rispecchiate nell'acqua. Davanti a noi, si estende il Ponte di Mezzo (così chiamato perchè al centro della città), vivacemente conteso nel celebre « Gioco del Ponte » dai cavalieri in costumi medioevali che rappresentano le due parti di Pisa divise dall'Arno. Esso ci inviterebbe ad attraversare il fiume. Ma facciamo, prima, una bella passeggiata sui Lungarni che costeggiano il fiume da questa parte. Verso destra, ad esempio, il Lungarno Galilei ci offre l'occasione di conoscere: il Palazzo Pretorio, ricostruito dopo la guerra; l'ottagonale Chiesa del Santo Sepolcro, con una cupola a piramide; il caratteristico Quartiere di Cinzica che, abitato un tempo dai mercanti arabi e turchi, ci presenta la statua dell'eroica Cinzica e la Chiesa gotica di San Martino, decorata da affreschi e da una bellissima scultura di « San Martino e il povero » ; il bastione della Cittadella Nuova, avanzo dell'antica fortezza costruita per i Fiorentini dall'architetto Giuliano da San-gallo nel secolo XVI e oggi trasformato in giardino pubblico. Risalendo invece a sinistra, per il Lungarno Gambacorti, avremo modo di ammirare la stupenda Chiesetta di Santa Maria della Spina, tutta fiorita di pinnacoli, di guglie e di statue, vero gioiello dell'arte gotico-pisana. Nel suo interno, che un tempo custodiva una « spina » della corona di Gesù, sorride soave la statua della Madonna del latte, capolavoro di Nino Pisano. Proseguendo per il Lungarno Sonnino ci appaiono, sull'opposta sponda, i capannoni dell'ex Arsenale delle Galee, appartenente al glorioso Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, che si distinse nella lotta contro i pirati saraceni. Il Lungarno Sonnino termina alla Porta a Mare, da cui ha inizi .ì il popoloso « Quartiere di Porta a Mare » già ricordato nella lettura su Cinzica de' Sismondi. Davanti alla « Porta » si estende una verde piazza dominata dalla Chiesa romanico-pisana di San Paolo a Ripa d'Arno, del secolo XI, con una bellissima facciata traforata da logge e con un interno (ricostruito di recente dopo la distruzione della guerra) che ci presenta due file di colonne dai capitelli finemente decorati. Sullo spiazzo dietro la chiesa sorge la grandiosa Cappella di Sant'Agata, sormontata da una cupola a piramide come la' Chiesa del Santo Sepolcro. Siamo giunti, così, alla fine del nostro primo itinerario. E sarebbe ora di attraversare l'Arno, non ti sembra? Possiamo farlo qui stesso per mezzo del moderno ponte davanti alla Porta a Mare, o, retrocedendo sul Lungarno, mediante il Ponte Solferino. Intanto, per riposarci, potremo fare una sosta in una buona trattoria e gustare qualche « piatto » della saporita cucina toscana che già conosciamo. Pisa, dal canto suo, ci offre il tradizionale piatto delle Cee. Che cosa sono queste « Cee » ? Assaggiale. Saprai dirmi poi se ti sono piaciute.
SECONDO ITINERARIO: La nostra visita riprende dalla centrale Piazza Garibaldi, che si apre al termine del Ponte di Mezzo con un bel monumento all'Eroe dei due Mondi. Accanto alla piazza (all'inizio della caratteristica Via Borgo Stretto, affiancata da vecchi portici) si eleva la Chiesa di San Michele in Borgo, con un'armoniosa facciata gotico-pisana ornata di 'oggette. Sui due lati della stessa piazza si tendono il Lungarno Mediceo e il Lungarno Paci notti. Seguendo il primo, possiamo visitare: il cinquecentesco Palazzo Toscanelli; il Palazzo dei Medici, sede della Prefettura e, poco più avanti, la bella Chiesa di San Matteo. Al lato di quest'ultima sorge un ex convento clic ospita oggi il Museo Nazionale, importantissimo per la sua raccolta di stupende sculture pisane e di dipinti toscani del Medioevo. Vi ammiriamo, in particolare, opere di Nino e di Giovanni Pisano, di Donatello, di Jacopo della Quercia, del Beato Angelico e di Masaccio. Scendiamo ora per il Lungarno Pacinotti, che offre ampie viste sulle due sponde del fiume e sulla magnifica fioritura di guglie della Chiesa di Santa Maria della Spina. Prospettano sul Lungarno: il Palazzo Agostini, ricco di decorazioni in terracotta e sede, durante il Risorgimento, del famoso «Cade dell'Ussero », e il Palazzo Upezzin-ghi, detto « Alla Giornata », così chiamato per il motto che appare inciso sopra il suo portale. Dal Lungarno Pacinotti risalgono parecchie vie con antiche case-torri e palazzi e chiese fra cui notiamo il Palazzo della Sapienza, sede centrale dell'insigne Università e la Chiesa, romanico-pisana di San Frediano. La via più interessante per nobiltà di edifici e vivaci prospettive è la lunga Via Santa Maria. Percorrendola incontriamo : la Chiesa di Santa Maria, con un caratteristico campanile cilindrico leggermente inclinato; la Casa di Pacinotti in cui nacque e morì il grande fisico pisano; la Do-mus Galilaeana, che custodisce numerosi cimeli del sommo scienziato ed è centro di studi galileiani; il Museo di Storia Naturale, accanto al quale si estende il vasto Orto Botanico con rigogliose coltivazioni di varie specie di piante che crescono all'aperto grazie alla mitezza del clima pisano. Al termine di Via Santa Maria, si apre davanti ai nostri occhi uno dei più meravigliosi spettacoli d'Italia e del mondo. È lo spettacolo, celeberrimo, della Piazza del Duomo, detta anche « Piazza dei Miracoli » per la mirabile armonia dei monumenti che la compongono. Questi monumenti sono: il Duomo, il Battistero, il Campanile o Torre Pendente e il Camposanto. Candidi di marmo, essi si innalzano da un'ampia distesa erbosa, come un prodigio di grazia e di bellezza. Quante volte li abbiamo già ammirati sulle cartoline e sulle illustrazioni di libri o alla televisione o al cinema! Non dovremmo quindi stupirci molto, oggi, nel vederceli davanti. Eppure, ecco, i nostri sguardi sono incantati, affascinati; ed ora si posano sulla mole maestosa del Duomo, ora salgono allo slanciatissimo profilo della Torre Pendente, ora indugiano sulle eleganti forme del Battistero, ora corrono lungo la cinta marmorea del Camposanto. Sullo sfondo, il prato verdissimo è limitato dalle basse mura merlate che, a questo punto, chiudevano la città, raccogliendo in uni ultimo abbraccio il suo tesoro più grande. Numerosi turisti, fermi e assorti come noi, contemplano l'insieme del quadro incantevole; alcuni si aggirano lentamente attorno agli spettacolosi edifici, altri scattano fotografie; altri ancora entrano ed escono dai monumenti. Che silenzio, che quiete nel breve spazio che raduna tanti miracoli d'arte. Intorno al Campanile o Torre Pendente si nota una certa animazione. E la gente che sale e scende: ansiosa quella che si accinge a salire, stupita quella che è appena scesa. Avviciniamoci anche noi alla più famosa Torre del mondo. Santo cielo come pende! Pensa che l'inclinazione è di oltre 4 metri rispetto alla verticale! Ma niente paura: ormai sono otto secoli che pende così. Acquistato il biglietto d'ingresso entriamo nella Torre e cominciamo a salire i 294 gradini della scala a spirale che porta alla sommità. Una sosta ad ogni piano ci permette di uscire sulle loggette che recingono come anelli la Torre. Sono sei anelli. In cima c'è la cella campanaria, con la terrazza da cui Galileo fece i noti esperimenti sulla caduta dei corpi pesanti.
Siamo un po' . . . affaticati, ma ci compensa il bellissimo panorama che dalla citata si estende sul mare fino alle isole di Capraia e di Gorgóna e, dalla parte opposta, lino al Monte Pisano e alle Alpi Apuane. Ti dirò ancora che il Campanile è alto in 55,22 dal lato più alto e m 54,52 da quello più basso. Venne iniziato nel 1173. Interrotto a causa del cedimento del terreno fu ripreso nel 1275. Ci attende ora la visita al Duomo, capolavoro dell' architettura romanico-pisana e uno dei massimi monumenti religiosi d'Italia. Iniziato nell'anno 1063 dall'architetto Buscheto, esso fu portato a termine, dopo oltre un secolo, dall'architetto Rainaldo.Giriamogli attorno per ammirare prima l'esterno, decorato da statue, da mosaici, da rosoni, da logge e dalle preziose porte in bronzo della facciata e dell'abside. Nell'interno, luminoso, solenne e suddiviso in cinque navate da alte colonne di granito, la Cattedrale ci presenta, tra altre innumerevoli opere d'arte, quadri e sculture. Sono opere di Andrea del Sarto, del Giambologna, del Sodoma, del Ghirlandaio, di Tino di Camaino, autore, quest'ultimo, della bella tomba di Arrigo VII. Ma l'opera più stupenda è, senza dubbio, il celebre Pergamo di Giovanni Pisano, straordinariamente ricco di sculture che raffigurano con drammatica potenza numerose scene dei Vangeli. Accanto al Pergamo, di fronte alla grande àbside ornata da un mosaico al quale lavorò anche Cimabue, pende un lampadario in bronzo: è la famosa «lampada di Galileo », le cui oscillazioni suggerirono al sommo scienziato le leggi fìsiche sul pendolo . . . Battistero, tutta una delicata trama di colonnine, di arcatine, di guglie e di log-gette e ricchi coronamenti gotici. Esso fu iniziato, nel 1152, dall'architetto Diotisalvi, e proseguito nel secolo seguente da Giovanni e da Nicola Pisano. Mirabile, delle sue quattro porte, è quella che fronteggia il Duomo, ornata da intagli a rilievi finissimi. L'interno del Battistero, semplice e solenne, è animato dal magnifico Pergamo di Nicola Pisano, da un'ampia vasca battesimale, opera di Guido da Como, e dalle grandi statue della Vergine, degli Evangelisti e dei Profeti, che si innalzano presso le pareti.
A fianco del Duomo e del Battistero si allunga il marmoreo recinto del Camposanto. Forse nessun altro cimitero è tanto ricco di opere d'arte. Troviamo queste opere (affreschi, sculture, sarcofagi) raccolte nelle quattro gallerie (o bracci) dell'elegantissimo portico che si affaccia sul rettangolare prato del Camposanto. Degli affreschi che decorano le pareti, i più celebri sono quelli che raffigurano il Trionfo della Morte, il Giudizio Finale e l'Inferno, vastissime composizioni di un pittore toscano rimasto ignoto. Altri mirabili affreschi sono quelli che rappresentano 23 storie dell'Antico Testamento, dipinti da Benozzo Gózzoli, e le storie di San Ranieri, dipinte da Andrea Buonaiuti di Firenze. Fra le meravigliose opere di scultura notiamo, in particolare, il Sepolcro dei Conti della Gherardesca, il sarcofago greco-romano di Ippolito e Fedra, una Madonna col Bambino, di Giovanni Pisano, e un magnifico vaso greco in marmo fasciato di bassorilievi. Abbiamo così completata la nostra visita alla Piazza dei Miracoli. Ma se è l'ora del tramonto, soffermiamoci ancora un poco davanti a questo scenario incantevole. Soffermiamoci finché i marmi dei monumenti, accesi dalla luce rosata, sembreranno palpitare di una loro vita intima e preziosa, finche a poco a poco, avvolti dalle ombre della sera, ci appariranno come una visione unica al mondo per grazia, armonia e bellezza.
TERZO ITINERARIO: L'ultimo nostro itinerario pisano, il più breve, inizia dall'antico centro della città, a circa metà percorso fra la Piazza del Duomo e l'Arno. Siamo nella bella Piazza dei Cavalieri, circondata da nobili edifici del Cinquecento fra cui domina lo stupendo Palazzo dei Cavalieri o della Carovana, un tempo sede dell'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano. Davanti al palazzo notiamo una graziosa fontana e la statua di Cosimo I de' Medici, fondatore dell'Ordine dei Cavalieri. A destra, sorge la Chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri, progettata dal Vasari, con un fastoso interno che custodisce le bandiere conquistate ai Turchi dall'Ordine. Sul lato opposto, la piazza ci presenta poi il Palazzo dell'Orologio, composto di due parti riunite da una maestosa arcata. Il quartiere che si estende attorno a Piazza dei Cavalieri conserva ancora in parte, nelle sue caratteristiche vie e nei suoi edifici, l'aspetto medioevale della città. Poco distante (osserva la cartina) è la vasta Piazza Martiri della Libertà. Ci appare, qui, la Chiesa gotico-pisana di Santa Caterina, con una bella facciata marmorea illeggiadrita da logge e con un interno ricco di opere d'arte fra cui ammiriamo alcune statue di Nino Pisano e pregevoli dipinti di Simone Martini e di Francesco Tràini. Un'altra insigne chiesa, poco lungi, è infine la Chiesa di San Francesco, con affreschi di Taddeo Gaddi e di Taddeo di Bartolo e con una grande tavola marmorea di Tommaso Pisano sull'Aitar Maggiore.
I DINTORNI DI PISA: Noterai sulla cartina che da Pisa si irradiano numerose strade che percorrono in ogni senso la pianura circostante. Ciascuna di queste strade permette di compiere escursioni verso méte di notevole interesse artistico o naturale. Cominciando da nord-est, ad esempio, ecco la strada che ci guida verso il Monte Pisano, fino a San Giuliano Terme, notissima località termale con sorgenti di acque curative indicate soprattutto nelle forme reumatiche. Da San Giuliano si può risalire, ai piedi del Monte Pisano, la strada che si dirige a Lucca toccando l'importante centro agricolo e industriale di Calci, con un'antica Pieve di stile ro-manico-pisano, affiancata da un massiccio campanile rimasto incompiuto. Poco lungi dal paese, giganteggia la Certosa di Pisa, uno dei più grandiosi monasteri d'Italia, fondato nel Trecento ma completamente ricostruito nel secolo XVII. II vastissimo edificio comprende vari ambienti fra cui una chiesa barocca ricca di affreschi e di sculture, l'elegante Chiostrino Capitolare e il suggestivo Chiostro Grande recinto da arcate e ornato al centro da una bellissima fontana. Eccoci poi alle strade che volgono verso ovest, in direzione del mare. Fra queste strade e la costa tirrenica si estendono tre magnifiche zone boscose. Sono: la Macchia di Migliarino, a nord del Serchio, la Tenuta di San Rossore fra il Serchio e l'Arno, e la Tenuta di Tómbolo a sud dell'Arno. La più ampia ed interessante è la Tenuta di San Rossore che prese il nome da una chiesetta (di cui rimangono le rovine) dedicata nel Medioevo al Santo martire Rossore. Essa si estende su un territorio di circa 3.000 ettari e, oltre ad immensi boschi di pini e di querce attraversati da meravigliosi viali popolati di cinghiali, lepri, daini, fagiani, ecc., racchiude vaste praterie, campi, villaggi e persino un moderno ippodromo chiamato « Pista degli Escoli ».
II più importanti « personaggi » della Tenuta di San Rossore sono i cavalli da corsa di razza barbaricina, superbi purosangue allevati con ogni cura nel villaggio di Barbaricina. Altri « personaggi » curiosi della « Tenuta » sono i dromedàri, un tempo numerosissimi ed ora ridotti a quattro esemplari. Siamo, infine, nel bel viale alberato che costeggia l'Arno ad occidente di Pisa. Giunti al sesto chilometro circa, una breve deviazione ci porta in vista della basilica di San Piero a Grado, uno dei più insigni ed antichi monumenti pisani. La basilica, isolata in mezzo alla campagna, sorge nel luogo ove, secondo la tradizione, sarebbe sbarcato San Pietro giungendo in Italia. E difatti, a quei tempi, l'Arno sfociava nel « Sinus Pisanus » proprio a questo punto, e c'erano dei gradini per salire dall'approdo alla riva. Per questo la chiesa prese il nome di « San Piero a Grado ». D'aspetto rude e austero, la basilica ci mostra nel suo grandioso interno una serie di affreschi sulla vita di San Pietro e il luogo esatto in cui il Santo pose piede a terra alla fine del suo lungo viaggio dalla Palestina.
IL CURIOSO E' SERVITO
Nella « Domus Mazziniana » a Pisa, oltre che una sala per conferenze e una biblioteca dedicata al Risorgimento, ha sede come già sappiamo un Museo che raccoglie preziosi ricordi sulla vita di Giuseppe Mazzini .Fra questi ricordi (libri, ritratti, autografi, vecchie bandiere) commuovono in particolare, gli oggetti personali del grande Artefice dell'unità d'Italia: i suoi indumenti e la sua chitarra, i suoi sigari e la sua penna, i suoi medicinali e il cuscino su cui egli spirò il 10 Marzo 1872. Nel sobborgo di San Giusto, a Pisa, sorge la Chiesa dei Cappuccini, che conserva un « Crocifìsso » in legno del secolo XIII attribuito a Giovanni Pisano. Secondo la leggenda, questo Crocifìsso avrebbe un giorno parlato a San Bernardo che gli stava inginocchiato davanti, in preghiera. A Pisa, accanto alla Chiesa di San Nicola, in Via Santa Maria, si trova la casa medioevale detta « Torre della verga d'oro ». Da questa torre, Galileo Galilei fece osservare, col suo cannocchiale, al Granduca Cosimo I, i pianeti « medicei » da lui stesso scoperti. La costruzione del Duomo di Pisa, iniziata nell'anno 1063, fu agevolata dal ricchissimo bottino portato in patria dai Pisani dopo una vittoriosa spedizione da essi compiuta contro i Saraceni a Palermo e, in seguito, da altre celebri imprese, fra cui la partecipazione alla Prima Crociata. Il Camposanto pisano, secondo la tradizione, fu edificato sul luogo dove, nel 1203, l'Arcivescovo Ubaldo de' Lanfranchi sparse una certa quantità di terra del Gòlgota, la collina presso Gerusalemme sulla quale fu crocefisso Gesù. Questa terra era stata portata a Pisa sulle navi pisane di ritorno dalla spedizione della Prima Crociata in Palestina. Il grandioso affresco del « Trionfo della Morte », nel Camposanto di Pisa, è composto di varie scene. La prima a sinistra rappresenta un gruppo di cavalieri che, andando a caccia, s'imbattono in tre bare che contengono i cadaveri di tre re. San Martino, accanto alle bare, ammonisce i cavalieri della sorte che li attende. Nella scena centrale si vedono alcuni eremiti che vivono serenamente in penitenza e in preghiera. La terza scena, a destra, raffigura la Morte che, invocata da un gruppo di infelici e sofferenti, piomba invece con la sua falce su una gioconda riunione di dame e cavalieri in un boschetto. Gran parte degli affreschi, ora restaurati, subirono gravi danni a causa di un bombardamento che colpì il tetto di piombo del Camposanto, il quale si fuse e colò sulle opere d'arte. Il Palazzo dell'Orologio, in Piazza dei Cavalieri, fu costruito con i resti della « Torre della fame », tristemente celebre perchè in essa morirono di fame il conte Ugolino della Gherardesca e i suoi figli e nipoti, tenuti prigionieri perchè il conte era stato accusato di voler diventare signore di Pisa. L'episodio dell'orribile morte dei poveretti è stato immortalato da Dante nel XXXIII canto dell'Inferno.
Storia del Parco Preistorico dal 1977 ad oggi.
La storia del Parco Preistorico inizia dalla decisione di un artista circense, non più giovanissimo, di ritirarsi dalla vita di tournée. Il luogo prescelto per «fermarsi», fu proprio la cittadina di Peccioli dove l'artista comprò due ettari di vigneto e vi costruì una casa, per sé e per tutta la sua famiglia.
Col desiderio di «inventare» un lavoro che potesse ripagare le attività dello spettacolo itinerante i due fratelli si accorsero che quella loro terra era piena di conchiglie, di strane impronte, di resti fossili: i segni concreti di un'evoluzione della natura dalla preistoria ad oggi che proprio lì, anche sulla loro vigna, aveva lasciato tracce così evidenti. Da quel ritrovamento venne l'idea di mostrare quei piccoli tesori del passato, e di corredarli con un itinerario di ricostruzioni che fosse sia scientificamente pertinente ed efficace per la didattica, sia caratterizzato dallo stile evocativo, spettacolare e volto all'intrattenimento che è cifra distintiva dell'attività circense.
I due fratelli, Guido e Paolo Ghironi, nel giro di pochi mesi avevano già costruito i primi cinque animali preistorici. Era il 1977: nasceva il Parco Preistorico di Peccioli, tredici anni prima del libro Jurassic Park di Crichton e sedici prima dell'omonimo film di Spielberg. Negli anni, i due fratelli hanno affinato la loro tecnica per la costruzione dei modelli e oggi il Parco conta venti ricostruzioni, comprese un simpatico vulcano che erutta palline colorate e la riproduzione in scala naturale di un brachiosauro del giurassico superiore, il dinosauro più grande attualmente ricostruito in Europa.
Come tutte le strutture all'aria aperta anche questa si fa di un regoalmento che tuteli sia la natua che le persone che lo visitano. Per garantire a tutti un ordinato e pacifico utilizzo delle strutture e per assicurare una buona riuscita della giornata al Parco, si prega di attenersi alle seguenti regole:
Il Parco e l’area attrezzata:
- I bambini non possono girare da soli nel Parco e devono stare accanto agli adulti.
- Chi accompagna i bambini ne è responsabile.
- La Direzione non risponde dei danni causati a chi non rispetta le più elementari regole di comportamento.
- I bambini possono giocare, su supervisione e responsabilità di un accompagnatore, nell’area loro destinata dove sono presenti le attrezzature ludiche.
- Sono vietati giochi che possono recare danni alle cose e compromettere la sicurezza altrui.
- Sono ammessi cani al guinzaglio.
Il parcheggio (auto e camper):
- Il parcheggio è gratuito ai visitatori del Parco.
- Per i camper il pernottamento è gratuito, con possibilità di allaccio acqua e luce. È vietato però l’uso di strutture esterne al camper (tende, sedie a sdraio, tavolini etc...) per consentire il transito degli altri veicoli.
- L’ingresso all’area sosta è permesso anche durante le ore di chiusura del Parco; è cortesemente richiesto di chiudere il cancello ad ogni passaggio.
L'area Pic-Nic:
- L’area Picnic è riservata ai visitatori del Parco, che ne hanno accesso libero.
- Si chiede di gettare i rifiuti negli appositi cestini, differenziando i rifiuti per tipi mediante gli appositi contenitori.
- Porre particolare attenzione a non sprecare l’acqua.
- Per ragioni di sicurezza è assolutamente vietato accendere fuochi e fiamme libere o barbecue.
Orari di apertura al pubblico:
Siamo aperti ogni giorno dell'anno dalle 9.00 al tramonto
Prezzi d'ingresso al parco
ALTA STAGIONE (1 APRILE - 31 AGOSTO)
€ 4.00 A PERSONA
BASSA STAGIONE (1 SETTEMBRE - 31 MARZO)
ADULTI € 4.00
BAMBINI € 3.00
